Sportellate intervista Oliviero Palma, direttore dei Palermo Ladies Open, primo torneo di tennis al mondo dopo la crisi del Coronavirus. Un evento che si preannuncia stellare, ma che sarà anche una grande sfida: “Vogliamo dimostrare che si può fare sport in sicurezza, anche se Djokovic ha reso tutto più difficile”

Questo articolo è apparso originariamente su Sportellate.it, a firma di Antonio Cefalù.

Ricordo con malinconica tenerezza ed infantile orgoglio gli anni in cui ero un raccattapalle degli Internazionali di Palermo – torneo WTA oggi ribattezzato Palermo Ladies Open per inseguire le necessità di mercato che presenta un mondo globalizzato. Era l’evento mondano dell’anno e tu, dall’alto del tuo metro ed un tubo di palline, eri lì a viverlo da dentro, col cappellino griffato ed il pass al collo. Ma li ricordo anche con terrore, quello che ti affogava quando la giocatrice, già nervosa di suo, si girava di scatto e ti gridava sei volte TÁUEL!, e tu, che in inglese ti eri fermato alle penne sui tavoli, potevi limitarti a fare spallucce e aspettare che il suo bisogno di asciugarsi il sudore si dissipasse per sfinimento.

Poi qualcuno decise che, compiuti quei 12-13 anni, avevi maturato troppa esperienza e centimetri per essere solo un raccattapalle e ti proponevano di fare il giudice di linea. Io, che ricordavo con terrore se possibile maggiore le occhiatacce intimidatorie delle giocatrici ai guardalinee che sbagliavano le chiamate, decisi saggiamente di appendere il pass al chiodo e di comprare l’abbonamento.

Che io fossi alto o basso, raccattapalle o spettatore, c’è una cosa che a Palermo non è mai cambiata: Oliviero Palma. Direttore del torneo dal 1988, lui è ormai un totem del tennis palermitano. “In questi 32 anni il tennis si è evoluto tantissimo, e non solo nell’aspetto del gioco – mi dice. Ormai i tornei di oggi rispondono a logiche esclusivamente commerciali”.

Quest’anno, Palermo scriverà la storia del tennis mondiale, ospitando il primo evento professionistico dopo la sospensione dovuta al COVID-19. Palma si è imposto sin da subito perché questa suggestione potesse diventare realtà. Di fatto, smentendo quello che ha appena finito di dirmi, perché in queste condizioni il torneo va in contro a perdite economiche certe. “Ma il piacere di fare qualcosa di importante per lo sport, dando fra l’altro una spinta turistica alla nostra sofferente economia, non ha prezzo – ribatte lui. In ogni caso, stiamo ancora cercando gli sponsor giusti per ridurre al minimo le perdite economiche”.

La finale dello scorso anno è stata vinta da Jil Teichman. Nella foto, da sinistra verso destra, lei, Oliviero Palma e la seconda classificata, Kiki Bertens (Foto: Palermo Ladies Open).

L’essere Palermo il primissimo torneo dopo tanta inattività (oltre che l’alternativa europea alla tournée americana) l’ha reso molto più appetibile degli anni passati, richiamando l’attenzione di una schiera di giocatrici di altissimo livello, prima fra tutte la numero 2 Simona Halep, la cui presenza è stata annunciata ieri in una conferenza stampa. “Per convincere grandi atlete come lei quest’anno non valgono gli ingaggi, ma il senso di sicurezza che si riesce a trasmettere al mondo. E l’Italia, tanto sbeffeggiata ed emarginata all’inizio della pandemia ma oggi portata ad esempio dalla OMS, e la Sicilia sono la dimostrazione di questo. Come ha detto ieri il Prof. Antonio Cascio (Coordinatore Anti-Covid del Torneo, ndr), la nostra isola può essere considerata COVID-free, e questo ha fatto la differenza”.

“Comunque, al di fuori della Halep – aggiunge orgoglioso Palma – il tabellone di quest’anno sarà straordinario; avremo anche cinque giocatrici fra la decima e la ventesima al mondo, e quattro fra la 20 e la 40. Il cut-off è alla numero 69. Inoltre – ci confida – stiamo provando a convincere altre due top ten. Saranno i migliori Ladies Open di sempre ed entreranno nella storia dei WTA International, perché il livello che raggiungeremo non ha nulla da invidiare ad un Premier”.

Simona Halep, prossima partecipante del Palermo Ladies Open, mentre festeggia la sua vittoria nell’ultimo Wimbledon (Foto: WTA)

La grande sfida in cui si è imbarcata Palermo non è solo organizzare un torneo in un mese e mezzo, ma farlo prevedendo anche il pubblico sugli spalti. La ricetta, spiega Palma, è la seguente: “Contingentamento, mascherine, gel, percorsi differenziati, screening e misurazione della temperatura saranno le linee guida. Siamo pronti per mettere in campo tutti i protocolli governativi e, ove compatibili, anche quelli ampiamente più restrittivi della WTA”. “È invitabile – continua – che su Palermo ci saranno gli occhi di molti. Sentiamo sia l’orgoglio di essere i primi, ma anche la consapevolezza di portare sulle spalle la responsabilità di dovere dimostrare al mondo intero che fare sport in sicurezza si può. E dopo gli errori di Djokovic (organizzatore del fallimentare Adria Tour, ndr) tutto è più difficile”.

Niente distanziamenti né mascherine sugli spalti: l’Adria Tour di Novak Djokovic è l’esempio da evitare per il Palermo Ladies Open (Foto: EFE).

Alla domanda se Palermo possa diventare un’apripista per il riavvicinamento del pubblico agli eventi sportivi, il Direttore del Ladies Open risponde così: “Credo che Palermo possa accendere un faro sulla possibilità di riportare il pubblico negli stadi, purché in sicurezza. D’altro canto, se il pubblico è ammesso nel numero massimo di 1000 persone all’aperto e 200 al chiuso (al teatro nei concerti e nei cinema, ndr) non c’è motivo che non possa andare negli stadi a guardare, nel rispetto delle regole, gli eventi sportivi. Purtroppo, lo sport fino ad oggi è stato maltrattato: in palestra c’è il contingentamento e sugli aerei, autobus, treni nessuna distanza. Che senso ha?”.

Inevitabilmente, Palermo sarà un evento globale, e questo si riflette anche nelle vendite dei diritti televisivi: “In Italia, al 90% sarà la RAI a trasmettere l’evento, insieme a SuperTennis in subconcessione. All’estero, Perform è riuscita a piazzare l’evento ad addirittura 160 paesi”.

Fra le altre cose, pare che l’ultima novità sarà l’innalzamento dell’età media per fare i raccattapalle, per ragioni di sicurezza. Scemo io che mi comprai l’abbonamento, ai tempi. Quest’anno, però, pare proprio che lo spettacolo varrà il prezzo del biglietto. L’Amuchina, fra l’altro, la offre Oliviero Palma.

Antonio Cefalù

Deja una respuesta

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos obligatorios están marcados con *